FORTY-SIX HOURS

21 Novembre 2009 at 01:00 (Amici Scemi, Nottate Impegnative, Pensieri, Ricordi) (, , , , , )

Prima o poi con la vecchiaia ci devi fare i conti. E’ inutile negare l’evidenza…non sono più il ghepardo di una volta! Ormai non ho più il fisico per sopportare i duri ritmi delle tournee in giro per lo stivale e dopo appena 46 ore di spettacolo mi sento uno straccio! Ma vediamo in ordine come si sono svolti i fatti:

Tutto è iniziato ieri (?) mattina: sveglia cattiva alle ore 06:00 zulu causa esame orale di Impianti e conseguente ripassone generale. Alle otto ,nel pieno del panico da coeff. di trasmittanza per pareti multistrato, mi lancio deciso fuori casa per raggiungere il luogo del martirio, ovvero il Dipartimento di Tecnologia a San Niccolò (per chi non sapesse di cosa sto parlando, vi invito a guardare questa immagine per farvi un’idea di che luogo sia…e non sto esagerando).
Entro e mi dirigo verso l’ascensore, sul quale campeggia il cartello “GUASTO, FUNZIONA SOLO DAL PRIMO PIANO“…io devo andare al terzo. BENE
Salgo e finalmente riesco ad entrare nella bocca del mostro che  spalanca davanti a me le sue fauci arancioni…arrivo al terzo piano e davanti alla porta del dipartimento trovo il secondo indizio che la mia giornata sta clamorosamente peggiorando “PORTA CHIUSA, GLI STUDENTI DEVONO ANDARE AL SECONDO PIANO“…BENE
Scendo, bestemmiando in silenzio, e ripenso con orrore ad “Asterix e le 12 Fatiche“… se mi perdo la dentro sono finito. Arrivo finalmente nella segreteria dove La Grazia (di nome) Portinaia (di fatto) mi svela che gli esami sono alle 10:00 e non alle 9:00. BENE
Reprimo l’urlo isterico e decido di consolarmi facendo scattare l’operazione “Cornetto e Cappuccino”…esco dalla MAD HOUSE e inizio a camminare per le stradine del mio quartiere preferito di Firenze: come un vecchio amico, anche San Niccolò mi viene incontro e mi accompagna fino ad un bar dal quale proviene un profumo buonissimo di paste appena sfornate. Finalmente un miglioramento: mi siedo fuori, sorseggio il cappuccino, addento un bombolone traboccante di grassi saturi e guardo la gente passare…decido di dedicare qual momento di idillio al ripasso morbido: come tiro fuori gli appunti tre crucche con tanto di poppante urlante invadono il mio tavolo neanche fosse stata la Polonia. BENE
Torno ad aspettare la professoressa nell’ingresso mentre la mia amica Gloria tiene banco (“GLORIA, CHE ME LI DAI
I BISCOTTI?” “TU VOI GLI ABBRACCI O LE MACINE?” e, rivolgendosi a me, “HOIOIA,PAR D’ESSE AL MERCATO!”)…dopo un’ora interminabile arriva e finalmente mi fa l’orale più veloce del West: 22 e un calcio nel culo… ma la gioia indescrivibile di firmare il verbale mi riempie il cuore di orgoglio :)

Un po’ per il furor studiosus che ancora mi infiamma, un po’ per il senso del dovere e un po’ per fare scorta di risate con un amico buono in vista della mia prossima meta, decido di andare a lezione…lo spettacolo di (Fanta) Scienza delle Costruzioni con il Mago Mario non delude mai, così come la complicità tra compagni di sventura e con il cuore un po’ più leggero mi avvio verso la mia città natale…o più precisamente verso l’Istituto Oncologico Europeo (5 stelle guida Michelin) dove Babbo Fede sta per essere operato. Uff..
Meno male che mi a farmi compagnia per il viaggio c’è Maude, e dopo poco non siamo più in macchina ma su una zattera trasportata dalla corrente di un fiume di parole…mentre sfrecciamo nei fuochi d’artificio di un autunno abbagliante, tra margherite e coperte di nuvole, mi ritrovo a pensare a tutte le persone che conosciamo di già, ma che non abbiamo ancora incontrato. E’ bello quando succede…ma IDDIO mi è testimone che non sto rubando gli amici a nessuno ;)
Arrivati a Milano, dopo una breve prova di agilità e violazione di proprietà privata, raggiungo mamma in ospedale…e aspettiamo. Perchè in certi momenti non puoi far altro che aspettare, in silenzio…ma il problema è che in quel vuoto, riesci a sentire maledettamente chiara quella vocina che ti sei sforzato di mettere a tacere finora. Pensieri che iniziano tutti con un “E se…” e finiscono con “…paura“.
Fortunatamente va tutto bene…e , anche se sottoforma di gibbone ubriaco, me lo riportano fuori sano e salvo. E in botta felice da anestesia…tanto da mettersi a cantare “Il cannello che mi esce dal pisello” all’infermiera attonita (e acida) che gli sistemava la flebo. Grande papà, solamente te potevi farci ridere così in quella situazione…non sarò mai bravo come te!

Ma le avventure non sono ancora finite, perchè quando ti fai ospitare da un amico con cui condividi la passione per i cocktail fatti bene la serata non può che finire in un modo…e quindi via per locali (almeno 3 con obbligo morale di consumazione ) nella notte meneghina, finendo in una strada che è stata anche un po’ mia tanto tempo fa. Tra le ombre della notte e i fari delle macchine mi è quasi sembrato di vedere un ragazzo che portava una torta di compleanno e un cuore grande grande da donare…ma forse è stata solo la mia immaginazione.
Dopo 5 misere ore di sonno e delirio (nel letto più comodo del mondo) la scimmia morde più forte che mai e  non bastano quattro ore di passeggiata per il centro ad acquietare l’infido primate…così torno in ospedale con il serio intento di farmi ricoverare solo per poter avere un letto in cui dormire qualche ora, ma la vista di papà di nuovo deambulante è un antidolorifico sufficiente. Il mio lavoro è compiuto…si torna a casa, ma non prima di aver rapito la mia dolcissima copilota per un ultimo viaggio tra paesaggi silenziosi, luci arancioni e grandi verità. E Agilulfo.

Ora ho finalmente raggiunto la tanto ambita posizione orizzontale e non mi resta che augurare a tutti la buonanotte…on air la canzone del rientro, una di quelle che ascoltavo da bambino nella macchina di papà, quando attraversavamo insieme le strade di Roma, nelle notti allagate dai temporali.

 

 

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NOVELLO e CASTAGNE

16 Novembre 2009 at 01:48 (Serate Morbide) (, , )

“Sai, Harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale.”

la lascio qui…per ricordarmi qualcosa in cui ho sempre creduto, ma che ogni tanto si dimentica…grazie per la bella serata.

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VENGHINO, SI’ORI VENGHINO

14 Novembre 2009 at 16:13 (Amici Scemi, Deliri, Nottate Impegnative) (, )

Circo Morelli


IL CIRCO MORELLI, FAMOSO IN TUTTO IL GLOBO PER I SUOI NUMERI, E’ TORNATO PER STUPIRVI.SOLAMENTE DA NOI POTRETE AMMIRARE:

  • Le Dottoresse Squinzie: spettacolo di Trasformismo da Disco-Panterone a Prefiche Vibonesi … perchè la tragedia, quando arriva arriva!

Doc Squinzie

  • Il Mimo Morituro: diventa bianco senza bisogno del cerone, perde l’uso della parola e si chiude nel suo autismo. Però mima…benissimo, poi muore.

Mimo Morituro

  • La Donna Baffuta ( eh eh..scusa Sere, ma visto l’ambito circense non poteva mancare): giochi di destrezza sul filo della distanza di sicurezza. Ma non fatela incazzare.

La Donna Baffuta

  • L’Orso Ubriaco: ti costringe ad offrigli da bere e poi ti molesta…ma è buono, non morde. Uno spettacolo per grandi e bambini.

Orso Ubriaco

  • I Pagliacci di Satana: simpatycissimi e diwertentissimi “come uno spintone al buio” !!! Fatevi offendere in modi che non avreste mai immaginato. E se sei fortunato potresti essere scelto tra il pubblico per essere protagonista del numero comico “La Manovra Infame” !!! Grosse Risate!

Pagliacci Di Satana

  • Il Nano Buho : preziosissimo compagno di avventure, che dopo aver consumato il suo peso in alcool vi riporta la macchina a casa…

Nano Buho

TUTTO QUESTO ED ALTRO ANCORA, I GAY ENTRANO GRATIS E GLI ETERO PAGANO DOPPIO (o D’OPPIO)

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PROFUMO

13 Novembre 2009 at 00:07 (Pensieri, Shopping) (, , , )

Oggi ho quasi dato un esame – e con quasi intendo che le intenzioni c’erano tutte, ma ho sottovalutato la Legge del Menga (N.d.R. Chi l’ha in culo se lo tenga) per cui l’orale lo dovrò sostenere giovedì prossimo. Più o meno nel medesimo istante in cui sarei dovuto essere insieme a mia mamma per cercare di evitarle l’ennesimo tracollo emotivo…credo che mi porterò dietro una cerbottana con dardi intinti nel Rescue Remedy, tanto per stare tranquilli.
Comunque, è presto per preoccuparsi e mi sono concesso un pomeriggio morbido in giro per la mia Firenze adottiva…passi lenti, colonna sonora giusta, giacca nuova da inaugurare (mamma mia che sudatona) e come obiettivo l’acquisto di un profumo nuovo. Scegliere un profumo per me è sempre un’esperienza mistica…è davvero difficile scegliere che tipo di scia lasciare dietro di sè. Io, per esempio, quando incrocio qualcuno per strada che a prima vista mi intriga, mi soffermo sempre un attimo a sentire che odore si lascia alle spalle…al contrario se vedo qualcuno che non mi piace faccio di tutto per evitare il contatto olfattivo.
Lo so, sono pazzo…ma se state leggendo questo post vuol dire che non ne avete avuto ancora abbastanza.
Mi piacerebbe lasciare una traccia di dolcezza nelle persone che incrocio, ma senza essere appiccicoso…magari un po’ speziato, che fa esotico, però senza dare alla testa…poi sennò gli altri si illudono che sia molto più speciale di quanto sembri. E poi vorrei qualche nota fresca, come il ricordo di un momento divertente che ancora ti fa ridere quando ci ripensi. Bene, troppi imput…ho bisogno di un professionista, e per fortuna conosco l’uomo (?) giusto.
In via Tornabuoni, sotto un arco, c’è un negozio speciale…si chiama “Olfattorio” e dentro ci lavora un uomo MOLTO ambiguo ma davvero fantastico. Sono entrato con passo deciso, ho sbattuto contro un muro di essenze che mi ha stordito e con le ultime forze gli ho detto :”Sono a caccia di un profumo”. Lui mi ha rivolto uno sguardo molto eloquente che significava :” Bhè, questo è poco ma sicuro, FAVA!”. Mi ha portato davanti alle sue mensole di cristallo ricolme di ampolle e lì ha iniziato a muoversi come un’ape tra i fiori…aveva capito subito cosa volevo e sono uscito soddisfatto con due piccoli scrigni della Penhaligon’s, e precisamente:
- Endymion-  note di testa:Bergamotto, Mandarino, Lavanda, Salvia; note di cuore: Geranio e Caffè; note di fondo: Vetiver, Noce Moscata, Pepe nero, Cardamomo, Muschio, Pelle, Sandalo,Incenso e Mirra. Buono, davvero…leggero e con un nome così non poteva essere mio (N.B. il sottotitolo del mio blog è il primo verso dell’ “Endymion” di Byron).
- Lp N°9 – note di testa: Mandarino, Bergamotto, Legno di Rosa; note di cuore: Gelsomino, Rosa, Iris,Ylang Ylang, Garofano, Cannella, Pepe e Noce Moscata; note di fondo: Vaniglia, Patchouli, Muschio ed Ambra. Ottimo, più forte dell’altro…ma è un profumo da notti di caccia e passione, speriamo porti bene…

Sono rientrato a casa ancora inebriato e ho chiesto alle mie monetine qualche consiglio: mi hanno detto che le nuvole si stanno alzando verso l’alto e che la tanto attesa pioggia sta per cadere, ma bisogna attendere il momento giusto. Intanto gli alberi a terra crescono forti e usano gli ostacoli come appigli per salire ancora più in alto…così quando le gocce fresche inizieranno a scendere, saranno i  primi a farsi accarezzare.

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FEVER

10 Novembre 2009 at 22:57 (Deliri) (, , )

 

Lo sapevo. Mi scordo per un giorno di prendere le pozioni magiche a base di erbe che MammaSciamano mi ha prescritto e mi becco la febbre. Poche linee, niente di che…quel tanto che basta per darmi una scusa per non studiare stasera e poter fare il bozzolo nel pigiama. Mi piace fare il malato ogni tanto…almeno finchè non si manifesta il mal di gola o inizio a secernere muco assassino.
Il bello degli stati febbrili è che mi regalano sempre dei momenti di delirio davvero di qualità. Per esempio stasera pensavo a quello che sta avvenendo nel mio corpo: la febbre è una risposta fisiologica dell’organismo ad un attacco, in genere virale o batteriologico; la temperatura si alza in modo da attivare i monociti che maturano in macrofagi e iniziano a produrre chitochine. Tutto questo si traduce in sonnolenza, disappetenza, malessere generale e ridotta capacità di concentrazione….come se il nostro organismo ci suggerisse di metterci a letto per risparmiare energie utili per lottare contro la malattia.
E fin qui tutto tranquillo…
Ma mi stavo domandando: e se non succedesse solamente sul piano fisiologico? Se anche il nostro sistema immunitario emotivo si comportasse così?
Per esempio: quando una storia finisce, bene o male, ci entrano in circolo i “virus” dell’insicurezza, del dubbio, del senso di colpa, ecc. ecc…ovviamente è soggettivo, ma credo sia impossibile restare del tutto immuni agli interrogativi che scaturiscono da un cambiamento. Ecco, immaginate che allora il cuore, per difendersi, agisca sul suo sistema di termoregolazione e faccia di tutto per cercare di innamorarsi ancora…non perchè gli serva davvero, ma solo perchè sta combattendo contro le sue insicurezze ( e, se ci fate caso, i sintomi sono proprio quelli).
Come dovremmo comportarci allora? Bhè…se l’analogia è giusta dovrebbero valere gli stessi rimedi:
  • Riposo, risparmio d’energia e caldo (soprattutto quello che ti sanno dare gli amici);
  • Bere molta acqua (fredda…anzi ghiacciata, magari assunta tramite secchiate, tanto per schiarire le idee);
  • Assumere vitamina C (bisogna vedere per cosa sta quella C…);
  • Astenersi da fumo e alcolici (perchè sotto l’effetto di alcool e droghe leggere, se ne fanno di cazzate);
  • Fare pasti molto leggeri con cibi facilmente digeribili (perchè buttarsi sul cibo non è mai una soluzione);

 

 

Never know how much I love you
Never know how much I care
When you put your arms around me
I get a fever that’s so hard to bear

You give me fever when you kiss me
Fever when you hold me tight
Fever in the morning
Fever all through the night.

Sun lights up the daytime
Moon lights up the night
I light up when you call my name
And you know I’m gonna treat you right

You give me fever when you kiss me
Fever when you hold me tight
Fever in the morning
Fever all through the night

Everybody’s got the fever
That is something you all know
Fever isn’t such a new thing
Fever started long ago

Romeo loved Juliet
Juliet she felt the same
When he put his arms around her
He said ‘Julie, baby, you’re my flame
Thou giv-est fever when we kisseth
Fever with the flaming youth
Fever I’m on fire
Fever yea I burn for sooth’

Captain Smith and Pocahantas
Had a very mad affair
When her daddy tried to kill him
She said ‘Daddy, o, don’t you dare
He gives me fever with his kisses
Fever when he holds me tight
Fever, I’m his mistress,
Oh daddy, won’t you treat him right’

Now you’ve listened to my story
Here’s the point that I have made
Cats were born to give chicks fever
Be it Fahrenheit or Centigrade
They give you fever when you kiss them
Fever if you live and learn
Fever till you sizzle
What a lovely way to burn

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PENNE ROSSE

9 Novembre 2009 at 23:05 (Pensieri, Ricordi, Serate di Gala) (, , , , , )

Finora ho sempre scritto i miei post di getto, senza lasciar passare molto tempo tra azioni e parole…ma per descrivere la giornata che ho trascorso ieri con il mio Amore Grande volevo aspettare un po’; ho aspettato che arrivassero le parole giuste perchè credo che , in fondo, le parole non siano altro che note con le quali cerchiamo di ricomporre la melodia di un momento…perfetto.
Io e la mia Principessa ci siamo gettati nel freddo di una grigia giornata autunnale, alla scoperta di qualche luogo che per qualche ora fosse solo nostro…ci siamo ritrovati tra le mura silenziose di una città chiusa,che piano piano abbiamo risvegliato con il suono delle nostre risate. Poi ci sono stati scalini infidi, panneggi psichedelici, turisti sperduti, gnomi prillatori, vampiri, chiocciole, pantere, liocorni, tartarughe ed elefanti…un universo magico, che ti rendi conto di essere stato te ad evocare,senza sapere come.
Risalire in macchina e tornare verso casa, sotto un cielo nero nero, ma con tante parole e tanta musica a farci compagnia…e sapere che la serata non è ancora finita, perchè hai ancora una carta da giocare per far esplodere quel bellissimo sorriso sul volto della tua Principessa. Il tempo di un cambio d’abito ed eccoci di nuovo in pista…splendidi, anche se forse un po’ troppo giovani per i camerieri telepatici del ristorante chic che abbiamo scelto.
Dopo una cena meravigliosa, un ultimo drink prima di tornare a casa… e con ultimo intendo fatale, perchè da ieri sera mi sono reso tristemente conto di come la mia resistenza all’alcool possa essere causa di nottate impegnative per i miei compagni di desco. Però che bello arrivare a quel momento della serata in cui ti rendi conto che sei con una persona che ti conosce benissimo…ma nonostante questo ti ama profondamente. E ti puoi permettere di tirare fuori la penna rossa per sottolineare gli errori che gli altri hanno commesso, pensando così di correggere anche i tuoi.
Dopo l’ennesima giornata passata sui libri ,nel disperato tentativo di penetrare i misteri dei termosifoni, sono contento di aver aspettato un po’ a rivivere questi momenti così belli…
“I giorni indimenticabili della vita d’un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno solo volume.”

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HO VISTO COSE…

8 Novembre 2009 at 05:32 (Amici Scemi, Pensieri, Serate Morbide) (, , , , )

Ho visto cose che voi umani (soprattutto etero) non potete nemmeno immaginare:
_ho visto il volto di un mio amico deturpato da una stella bianca riuscita male (bene, così impari ad avere un corpo perfetto, tsè);
_ho visto la mia bellissima Principessa danzare come una farfalla tra le luci e le ombre di una tragica discoteca;
_ho visto un altro amico sorridere, di nuovo;
_ho visto un ragazzo carino, ma FIDANZATISSIMO (maledetti…una volta tanto che non lo sono io,ecchecazzo!);
_ho visto una donna distrutta che ha urlato al cielo, per la prima volta, “MA SONO TUTTI GAY?!”;
_ho visto me stesso riflesso nello specchio, e sono giunto alla conclusione che è inutile lamentarsi di non fare conquiste se vado in giro vestito da Freddy        Krueger ma truccato come  Sbirulino;
_ho visto che ormai tre cocktail non mi fanno più niente;
_ho visto la peggiore (ri)animazione che una discoteca possa offrire…ma stiamo parlando un locale che GASSA i suoi clienti senza pietà;
_ho visto tanti sguardi, ma non gli occhi che vorrei su di me;
_ho visto che “Certe Notti”, cantata a squarciagola in una macchina piena di amici, fa sempre la sua porca figura;
_ho visto che ore sono, e forse è meglio andare a dormire.
“Se infelice è l’innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore,
mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato”

Italo Calvino – Il Cavaliere Inesistente

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IL TUBO DI PITOT

6 Novembre 2009 at 01:04 (Deliri) (, )

C’era una volta il signor Pitot, che non capiva un tubo.
O almeno era quello che avreste sentito dire di lui chiedendo ai cittadini di Aramon.
Lo guardavano stupiti mentre andava in giro col suo strumento per le viuzze del villaggio; per chiunque gli chiedesse il perchè, aveva la solita risposta :” Sto misurando la velocità del vento…ha presente il suo respiro? Ecco, si immagini l’aria che esce dai suoi polmoni; quando è entrata ha attraversato il suo corpo fino a raggiungere gli alveoli polmonari…lì ha raggiunto il suo sangue e ha scambiato il suo ossigeno con la sua anidride  carbonica, dopodichè ha continuato il suo viaggio portandosi dietro un po’ di sè..lei non vorrebbe sapere con quale velocità sta attraversando questi campi e questo cielo? “
Ovviamente tutti quanti rispondevano con un sorriso di cortesia e lasciavano lo scienziato assorto nei suoi pensieri.
Un giorno, mentre era sulle tracce di un vento mediterraneo, il suo “tubo” ricettore entrò in collisione con una strana corrente d’aria che profumava di violetta e sogni dimenticati: senza volerlo lo scienziato era finito nella scia lasciata da una Principessa che viaggiava per le valli del Rodano in cerca di qualcuno che la sapesse far innamorare cantandole antiche romanze in linguadoca.
Senza sapere perchè il signor Pitot iniziò a seguire quell’aria profumata, cercandola sia tra le brezze leggere che tra le correnti dei fiumi…la inseguì per tutta la Francia, finchè un giorno non la trovò  sulla riva dell’Oceano mentre contemplava l’orizzonte.
“Ti ho inseguita per ogni terra, tutto ciò che ho scoperto finora lo devo a te…perchè ogni nuova scoperta mi avvicinava di un passo alla tua pelle profumata” disse lui.
“Sono scappata per valli e monti, affinchè tu potessi raggiungermi e conquistarmi” disse lei.
Dopo quel giorno il signor Pitot non si curò più di quanto il vento potesse correre veloce…ma solo di quanto potesse arrivare lontano per rincorrerlo.
10089

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UN TRENO PER MONTAUK

4 Novembre 2009 at 23:49 (Pensieri, Ricordi)

OK…forse stasera non avrei dovuto vedere per l’ennesima volta “Eternal Sunshine of  a Spotless Mind”, ma avevo bisogno di credere che sia possibile addormentarsi e scordare tutto.

Credere che domani mattina mi sveglierò e ci sarà un’altra vita ad aspettarmi…e io invece che andarle incontro salirò su un treno diretto verso il mare per incontrare di nuovo un ricordo perduto.

Credo anche che l’unica cosa che si impara dai propri errori sia come riuscire a ripeterli senza che sembrino gli stessi….chissà se questa volta imparerò qualcosa di nuovo?


Change your heart
Look around you
Change your heart
it will astound you
I need your lovin’
Like the sunshine

everybody’s gotta learn sometime
everybody’s gotta learn sometime
everybody’s gotta learn sometime..mmm..

change your heart
look around you
change your heart
it will astound you
i need your lovin
like the sunshine

everybody’s gotta learn sometime
everybody’s gotta learn sometime
everybody’s gotta learn sometime…mmm..

i need your lovin
like the sunshine

everybody’s gotta learn sometime
everybody’s gotta learn sometime
everybody’s gotta learn sometime..mmm.

i need your lovin
like the sunshine

everybody’s gotta learn sometime
everybody’s gotta learn sometime
everybody’s gotta learn sometime…mmm.

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PRESERVATIVI PER IL CUORE

4 Novembre 2009 at 01:53 (Pensieri) (, , )

Questa sera un mio amico grande stava male. L’ho visto distrutto…spezzato in due come un albero colpito da un fulmine. E proprio come un albero non ha potuto evitarlo…quelle stesse radici che gli davano la vita lo hanno incatenato al suolo mentre le nuvole nere si addensavano sopra di lui. Impossibile fuggire…solo una questione di tempo prima che la saetta lo squarciasse esponendo alla pioggia il cuore bianco.
Che rabbia…vedere una persona ridotta così da ciò che dovrebbe essere quello per cui tutti combattiamo. Ti fa pensare a quanto siamo impotenti di fronte al fatale “colpo di fulmine” – è il caso di dirlo- e penso che dovrebbero finalmente inventare un preservativo per il cuore; un presidio medico chirurgico da poter installare intorno al cuore, così da poterlo proteggere da tutte quelle malattie sentimentalmente trasmissibili  che non lasciano cicatrici visibili ma che fanno ugualmente tanto male.
Potremmo indossarlo tutte le volte che conosciamo qualcuno, tanto per stare sicuri…e toglierlo solamente dopo aver sottoposto il partner alle dovute analisi (di coscienza) . Niente più dolore, niente più delusioni…anche se si dice in giro che servono, non ho mai sentito di nessuno che sia morto perchè non ne aveva mai subite.
preservativo per il cuore

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