9 febbraio 2010 at 17:09 (Deliri, Fughe, Inquietudini) (, , , , )

Credo che la consapevolezza di essere felici ti arrivi leggera leggera alle spalle, come il vento tiepido a primavera…che magari passa e non te ne sei nemmeno accorto, ma nell’aria resta un profumo dolce che ti regala una delicata euforia.
Io mi sono reso conto di non essere felice. Non lo sono.
E quando ne prendi consapevolezza non c’è nessuna brezza a suggerirtelo…ma un ventaccio gelido ed incazzato che ti colpisce in faccia e ti entra prepotentemente nei polmoni per bloccarti il respiro. O almeno è questa la sensazione che provo adesso…
Non so trovare bene le parole, ma da quel silenzio che  ascoltavo ne è emersa solo una grandissima rabbia.
Ma non è solo per l’ennesimo esame che non sarò in grado di dare…
Nemmeno per quel progetto che aspetta di essere iniziato mentre nel frattempo mi sono inaridito…
A pensarci bene, la colpa non è nemmeno del cuore…anche se mi piacerebbe mettere un punto come ha fatto il mio Amore Grande col suo Grande Amore, invece dei soliti tre che possono dire tutto ma non vogliono dire niente.
No, la colpa è mia…
Mia e del mio stupido, immaturo modo di (non) affrontare la vita. In 26 anni di procrastinazione e razionalizzazione sono diventato un maestro per sfuggire dai problemi e dalle responsabilità… anzi, credo di essermi dato talmente tanto da fare che adesso mi sono ridotto ad essere uno di quei patetici individui che ha talmente paura di fallire che non ci prova nemmeno più . Oggi mi è stata fatta la domanda “cosa vorresti fare/essere avendo l’opportunità di cambiare vita“…e io non ho saputo rispondere. Vuoto.
Non mi ricordo nemmeno più quali erano i miei sogni prima di iniziare questa maledetta università in cui ho smesso di credere troppo tempo fa. Cosa volevo essere? Dove volevo andare? Ormai queste domande mi fanno così tanta paura che preferisco vivere la vita degli altri e realizzare i loro sogni piuttosto che ricordarmi i miei.
Ma forse la cosa che mi fa incazzare ancora di più è proprio tutta questa consapevolezza…vorrei davvero per una volta parlare con qualcuno che mi sappia dire qualcosa che non so di già. Sono stanco di essere io quello che regala lezioni di vita e si sente dire “Hai proprio ragione“…perchè ormai, non ci credo più nemmeno io a quello che dico.E sopporto ancora meno l’idea di una singhiozzante Alice spersa nel bosco che si ripete “io so dar ottimi consigli ma poi seguirli mai non so…
E’ possibile che se uno nella vita fa l’errore di essere, non dico un genio, ma un filino meno cretino del prossimo e un po’ più sensibile ,questo gli serva per sentirsi ancora più stupido?

Forse hai ragione, Amore Grande, forse è davvero il momento giusto per andare via.
Magari mi sono perso da qualche parte ed è la volta buona che mi trovo.
Magari…

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ASCOLTA

8 febbraio 2010 at 16:15 (Citazioni)

Non so…in questi giorni mi sento un po’ privo di ispirazione. Non che non abbia argomenti di cui scrivere, è solo che quando mi fermo a pensare, non sento niente. Nessuna voce, nessuna osservazione, nessun disegno…solo silenzio. Forse devo ascoltare meglio, o forse ho già sentito abbastanza…non lo so, davvero.

“C’è un silenzio del cielo prima del temporale,
delle foreste prima che si levi il vento,
del mare calmo della sera,
di quelli che si amano,
della nostra anima,
poi c’è il silenzio che chiede soltanto di essere ascoltato.”

[Romano Battaglia]

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SCELGO LA BUSTA

5 febbraio 2010 at 09:41 (Messaggi dalle Stelle)


Cancro (21 giugno – 22 luglio)

Mi chiedo se sarai in grado di sopportare una guarigione così profonda, Cancerino. Le probabilità di modificare gli aspetti più difficili della tua vita sono molto alte. Le cose potrebbero andare in diversi modi: 1) un enigma che ti confonde potrebbe essere parzialmente risolto da un intervento semidivino; 2) un dolore acuto potrebbe essere attenuato dal potere della tua curiosità;
3) una lacuna che ti ha fatto molto soffrire potrebbe esser cancellata da un’illuminazione; 4) se riuscirai a sopportare l’incertezza, potresti ritrovare una parte della tua vita che avevi abbandonato. Non sto dicendo che queste cose succederanno sicuramente, ma ci sono buone probabilità che almeno una si realizzi.

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PAROLE IN PRESTITO #3

4 febbraio 2010 at 00:24 (Citazioni, Inquietudini) (, , , )

…passo le notti
nero e cristallo
a sceglier le carte
che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio
non farsi mai…

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FRENGOVALETEST (gentile concessione da gentile concessione)

3 febbraio 2010 at 16:10 (Ricordi) ()

GAG MIGLIORE: io & Mimì – sfollati con style – che dormiamo sul ponte del Traghetto Olbia-Livorno su un elegante materasso gonfiabile… ostentando comodità (e mascherine da notte) alla faccia degli altri passeggeri.

SERATA MIGLIORE: questa è difficilissima…direi il 20 giugno, al Mama Mia…  un acquazzone estivo di proporzioni bibliche ci ha sorpreso in discoteca, ma non siamo fuggiti. Siamo rimasti lì, a ballare con i tuoni e illuminati dai fulmini. In una parola…libertà. E un nuovo pensiero, dolce. Qualche sera dopo, il mio compleanno sulla Terrazza dell’Hotel Minerva…circondato dalle persone che amo di più al mondo.

CONCERTO MIGLIORE: quello di Patti Smith…al quale non sono andato (f**k)

DJ SET MIGLIORE: direi al Caffè degli Spiriti, sul Bastione che domina Cagliari, in una profumata notte estiva. Un dj si occupava di intrattenere le coppie di ballerini di tango, riempiendo l’aria di note sensuali, mentre nel cielo si spegneva il tramonto e volavano fenicotteri rosa.

ALBUM MIGLIORE: …ascolto musica random, quindi cambio genere e dico un album nero :)

LIBRO MIGLIORE: “Quando Teresa si arrabbiò con Dio” di Alejandro Jodorowsky, “Terra” di Stefano Benni e “Queste Oscure Materie” di Philip Pullman. Non so scegliere…fate vobis.

GIORNATA PIU’ BRUTTA: a Roma, con i miei genitori…cercando di non pensare alle conseguenze delle analisi di papà.

GIORNATA PIU’ BELLA: la gita con il mio Amore Grande, just a perfect day.

BRESCA [trad. Sbronza] MIGLIORE: il 30 maggio…con Ale, il mio Amore Grande e Lucciola alla conquista del Meccanò. E rendersi conto che arrivare in una discoteca etero tenendo a braccetto un tris di donne bellissime è uno status symbol di una potenza indicibile. Così come è indicibile il merdone che abbiamo raccattato… però, che meraviglia tornare a casa ed impiegare un’ora per fare un piatto di pasta alle 07:00 del mattino. Poi come non citare tutti gli aperitivi da Eric? E come non ricordare la Vodka Imperiale, drink dell’estate 2009? Ragazzi..quando morirò, seppellitemi sotto una vigna, così che possa restituire tutto l’alcool che ho assunto.

SODDISFAZIONE PIU’ GRANDE: Babi che dice che sono stato il migliore del suo corso (sì, lo so…sono uno sfigato) e poi rimbalza all’esame Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato che ha snobbato il mio aiuto (sì, lo so…sono una merda)

DELUSIONE PIU’ GRANDE: il maledetto S.A.L. (Stato di Avanzamento Lavori) che mi è costato un 26 che non meritavo… cazzo. Non ci pensavo più… odio questo test.

BAZZA [trad. l'Affarone] MIGLIORE: il mio cappottone di Cavalli, rubato alla modica cifra di 120 cucuzze. Ma in realtà non lo uso mai perchè mi sento in colpa per le bestioline con cui è fatto il cappuccio… mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.

MIGLIOR INCONTRO/CONOSCENZA: bhè…forse sono ripetitivo, ma sul mio podio ci sono Fabio, Serena, Francesca e Sara. Magari è un po’ strettino per tutti, ma in compenso il cuore è grande…

DECISIONE MIGLIORE: quella che ho preso con almeno sei mesi di ritardo…ma meglio tardi che mai, giusto?! E poi…sicuramente iniziare il mio blog, un angolino virtuale per esprimere la mia follia.

ACQUISTO MIGLIORE: 25 € di erba…buuuuuoooooona. Mamma mia quanti bei momenti mi ha regalato…

PROPOSITI 2010: 1_ “essere bello nudo” [cit.] ; 2_ smettere di fumare; 3_ avvicinarmi, un pochino dico, alla laurea;

UN FILM CHE DESCRIVA IL  2009: copio dal mio Amore Grande “500 Days of Summer”, perchè è una storia anche un po’ mia… but the oscar goes to UP !!!

3 CANZONI CHE HANNO SEGNATO IL 2009: “Her Morning Elegance” di Oren Lavie, la canzone che mi ricorda la mia Principessa e mi accompagna la mattina mentre vado in facoltà; “Walking On a Dream” degli Empire of The Sun, che è stata la canzone del buonumore dell’anno; “Lie Lie Lie” di Serj Tankian…per i momenti “neri”.

COS’ HAI IMPARATO QUEST’ANNO? che sono cresciuto, anche se forse non so ancora cosa significhi.

LA GAG DEL TERRORE PEGGIORE: senza dubbio, provarci con Ryan Philippe…

IPSE DIXIT: “…del resto certe cose vengono a galla solamente dopo” (è un evergreen).

COS’ HAI PERSO: tanto tempo dietro a qualcuno che non se lo meritava.

COSA HAI TROVATO: la forza di ammettere che sto bene anche da solo. Anche se ogni tanto il cuore dà qualche fitta.

LA GREZZA [trad. Gran Figura di Merda] PIU’ TERRIBILE: andare in giro le strade di Firenze in pigiama, pantofole e bigodini per partecipare alla cena “Non ci posso credere che sei venuto al ristorante vestito così”. Ma in realtà lo rivendico con orgoglio.

SMS CHE AVRESTI VOLUTO MANDARE: …non ho rimpianti, casomai qualche rimorso.

FRASE DELL’ANNO SU MSN/FACEBOOK: piccole schegge di pietre preziose, ambre, ametiste e smeraldi piovono come pioggia su oro liquido… quando si incontrano è come l’estasi tra due amanti, che fa ribollire l’aria colmandola di profumi ed essenze soavi…forse è per questo che il divino demiurgo fa incrociare due anime, per potersi inebriare di questa esplosione, metafora di creazione. E ANCHE IL SOFFRITTO E’ FATTO….che bello cucinare!!!”

FOTO DELL’ANNO: dal party Kitsch & Chic…


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MY HERO: Lampo

27 gennaio 2010 at 17:58 (Pensieri) ()

Visto che siamo in tema di cine-sdilinquimenti canini, vorrei raccontarvi una storia…
Una vera, intendiamoci.
Sì, lo so che anche quella di Hachiko è vera…era per dire che non me la sono inventata io, ecco.
E comunque, lasciatemi parlare.

Se qualcuno di voi è mai sceso alla stazione ferroviaria di Campiglia Marittima, avrà sicuramente notato la miseria e la tristezza di quel luogo. Sì perchè, diciamocelo, è uno dei luoghi più amari del globo terracqueo… tuttavia, davanti al bar “Da Cispia“, si erge fiera e ironica, la statua in scala 1:1 di LAMPO, IL CANE VIAGGIATORE.
Pare che il simpatico canide sia apparso dal nulla (da qui il nome) al ferroviere Elvio Barlettani nell’estate del 1953. Un po’ per la simpatia del quadrupede, e un po’ per l’insistenza della figlia bipede del ferroviere (al secolo la Virna), il cane fu adottato come mascotte della stazione e Lampo iniziò la sua carriera di viaggiatore. Da Genova a Roma tutti conoscevano la sua fama (ed oltreoceano anche la sua fame, visto che riceveva pacchi di biscotti da un misterioso ammiratore di Buffalo, N.Y.) così che in poco tempo divenne una star amata da tutti. Frequentava i migliori vagoni ristorante, accompagnava i passeggeri e conosceva tutti gli orari di tutti treni… insomma, forse il miglior impiegato che le FS abbiano mai avuto. Ed era un cane.
La sera del 22 luglio 1961, il capomanovra di Campiglia, in lacrime, comunica a Barlettani che Lampo è stato investito. E così finisce il suo interrail. E il mondo ha un eroe in meno.
Del resto sono sempre i peggiori quelli che restano…

Ecco. Lui è il mio eroe. Lampo se ne è sempre sbattuto di appartenere a qualcuno… non ha mai aspettato invano un padrone che non sarebbe mai arrivato, è sempre andato bellamente in culo a tutti facendo il suo. In realtà credo fosse lui ad aver adottato la sua famiglia umana, piuttosto che il contrario. Se ne è andato in giro spavaldo ed indipendente per i convogli della stazione, ridendo sotto le vibrisse di tutti quei poveri ometti che pensavano che senza di loro non avrebbe avuto di che vivere. Ma in fondo credo che gli animali debbano essere sempre molto pazienti con noi…

Me lo immagino adesso, nel paradiso dei cani (che è sulla Luna, come insegna “Un Castello con 40 cani”) mentre si presenta al celebre samoiedo: Lampo, il Cane Viaggiatore VS. Hachiko, il Cane-che-Sta.

_”Ciao, io sono Lampo! Tu come ti chiami?”_ scodinzolando festoso.
_”Watashi wa Hachiko desu” _ mormora il nipponico soprammobile.
_”Eh?”_
_”Mi chiamo Hachiko, il mio nome significa otto, che è un numero sacro. Sale in cielo e riscende in terra.”_ un po’ scocciato dal tentativo di Lampo di annusargli le terga.
_”Ah…io mi chiamo Lampo, non so cosa significa. Credo fulmine…o zip dei pantaloni. Boh? Vuoi andare a giocare nel Cratere delle Palline?”_
_”Non posso”_
_”Perchè?”_
_”Sto aspettando il mio padrone. Dopo i titoli di coda del film siamo finiti davanti ad un cancello dorato dove un onorevole signore con un mazzo di chiavi mi ha mostrato un cartello con scritto IO NON POSSO ENTRARE”_ afferma il samoiedo impassibile _” Io provengo da una nobile stirpe canina. Fu un mio antenato, più di 4000 anni fa, ad essere il primo cane ad essere addomesticato dall’uomo. In rispetto del suo nome, io aspetto”_
_”Ma non ti annoi? Scusa, ma cosa hai fatto per tutta la vita?”_ chiede curioso lampo.
_”Ho aspettato il mio padrone, al freddo e con la fame, di giorno e di notte, come un vero samurai”_ risponde orgoglioso Hachiko
_”AH…”_ “Per tutta la vita? Ma allora sei morto di noia?”_
_”Non c’è noia se c’è onore”_
_” Bhè…io un padrone non l’ho mai avuto…sono sempre andato in giro da solo, mangiavo quando avevo fame e avevo una cagnetta in ogni stazione”_  afferma Lampo.
_”Allora tu non sei un cane onorevole. Solo chi ha vissuto la propria vita sacrificando il proprio piacere per il suo padrone può raggiungere il paradiso dei cani. La Grande Ciotola”
_”Scusa, ma non è questo il paradiso?”_  chiede Lampo che non si era mai fatto questo tipo di problemi.
_”Suppongo di sì…”_
_”Ma allora perchè io sono qui?”
_”…”_
_”Hachiko?”_
_”Dimmi Lampo…”_
_”Ma vaffanculo…”_



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Principesse, Fenicotteri e Cantastorie

25 gennaio 2010 at 01:12 (Storie della Buonotte) (, , )

C’era una volta una Principessa che viveva dentro un’altissima torre fatta di nebbia.
Non era vittima di un incantesimo, o vessata da una perfida matrigna… era lì perchè ci voleva stare. Aveva lasciato il suo reame per vegliare sul cuore del suo amato Principe, aspettando che si svegliasse e le regalasse un bacio. Può sembrare strano…ma a volte succede. Ci sono anche quelle principesse che si stancano di aspettare di essere salvate, e vanno loro a prestare soccorso…perchè non si diventa una principessa per caso,ma solo quando dimostri che riesci a fare di tutto per ottenere quello che vuoi. Persino capire che ogni tanto devi essere te ad andarti a prendere il Principe Azzurro. Non è semplice…

Passava le sue giornate scrivendo storie di castelli dimenticati e terre lontane, nella speranza di trovare la favola giusta che destasse il suo Principe dal sonno…ogni tanto però, si affacciava alla sua finestrella e sognava. Sognava la sua terra natia, e i suoi amici che la aspettavano, nascondendo le lacrime nei suoi lunghi capelli corvini…così che ogni volta sembravano brillare di mille gocce di rugiada.
Un giorno, mentre contemplava l’orizzonte, vide qualcosa che attrasse la sua attenzione: una piccola scintilla rosa spersa nelle nuvole grigie. Dopo poco divennero due…poi tre…quattro…e poi seguirono altri dieci, cento, mille puntini che presero le sembianze di uccelli man mano che si avvicinavano. Erano fenicotteri. Uno stormo intero che iniziò a volteggiare davanti ai suoi occhi increduli.

Erano stati mandati da un Cantastorie che viveva sotto un cielo bianco, su un’isoletta fatta di libri, nel mezzo di un invernale mare candido. Anche lui se ne stava lì a scrivere storie, a tessere alisei ed albe, tramonti e  zefiri, giorno dopo giorno. Ogni tanto il volo di uno stormo di uccelli migratori restava intrecciato nella nuvola di idee che si addensava, in perenne movimento, sopra la sua testa…poi proseguivano il loro viaggio. La Principessa non lo sapeva, ma dopo un po’ che guardava affascinata quello spettacolo, si accorse che i pennuti si muovevano in  modo bizzarro… compivano cerchi, e archi…che piano piano si tramutavano in parole.

Era così presa che si sporse troppo e cadde nel vuoto, ma subito i fenicotteri scesero in picchiata per accoglierla tra le loro ali rosa e la riportarono alla sua finestrella. Con una piuma che le era rimasta fra i capelli, iniziò a scrivere quella storia che stava sospesa nel cielo, e dopo che la ebbe trascritta solleticò le orecchie del suo Principe e gli raccontò tutto. Lui dapprima sbuffò… ma poi iniziò ad aprire gli occhi ancora assonnati e si svegliò dal suo sonno eterno, perchè aveva trovato una storia più bella da vivere rispetto al sogno che stava facendo.

Il Principe baciò la Principessa, e per la prima volta dopo centinaia d’anni, le nebbie si sciolsero tra le luci di un tramonto arancione…mentre, in lontananza, uno stormo di fenicotteri cercava una nuova primavera. Il Cantastorie, invece, se ne sta ancora là…

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OMBRE

24 gennaio 2010 at 01:00 (Pensieri) (, , )

Chissà dove vanno a finire le ombre di notte….
Quando non c’è più la luce che le tiene inchiodate ai nostri piedi, che fine fanno?
Mi piace pensare che vadano a finire tutto quello che non siamo riusciti a concludere durante il giorno.
Forse si ritrovano tutte insieme, e si ubriacano di stelle…ballando fino all’alba, prima di tornare da noi.
Forse vanno dalle persone che amiamo e gli fanno compagnia, sussurrando speranze nei loro sogni.
Mi piacerebbe saperlo…

E’ quello che sai che ti uccide
o è quello che non sai…

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ἀποκάλυψις

21 gennaio 2010 at 00:39 (Pensieri) (, , , , , , )

Stasera ho imparato qualcosa.
Apocalisse in realtà significa Rivelazioni.
Cioè…tutti pensano subito alla fine del mondo, al 21/12/2012, allo zolfo che piove dal cielo, agli X-MEN, al Millennium Bug, alla mia laurea e via dicendo…invece, secondo Wiki ,“La parola apocalisse deriva dal greco ἀποκάλυψις (apokalypsis), composto di apó (“separazione”) e kalýptein (“nascosto”), dunque significa un gettar via ciò che copre, un togliere il velo, letteralmente scoperta o rivelazione.

Che significa?
Vuol dire che se una persona affronta la realtà, il suo mondo è destinato a finire?
Vuol dire che è la persona che smette di esistere se solleva il velo delle illusioni e si abbandona al mondo reale?

Mah…la vera domanda forse è un’altra: una rivelazione, in quanto verità, non dovrebbe chiarire le idee piuttosto che confonderle?
Magari la verità è diventato un concetto obsoleto per i tempi in cui viviamo…alla fine  siamo tutti dotati di una razionale consapevolezza che ci rovina la sorpresa: quando scopriamo qualcosa, il vero senso di stupore è dato dal fatto che a pensarci bene lo sapevamo già…

E già questa è una Grande Verità…

Ma tanto per essere coerente, anche io stasera ho ricevuto la visita di Quattro Rivelazioni:

CAVALLO BIANCO: mi sono reso conto del perchè amo così tanto il mio Amore Grande. Lei mi permette di essere me stesso, e si concede il raro lusso di essere se stessa con me…non è così facile, per una Principessa, abbandonare i  doveri dovuti al proprio titolo e riposarsi un po’. Ogni tanto mi diverto a farla arrabbiare…ma tanto lo so che quando si ritroverà protagonista di queste parole, mi perdonerà di averle rivelato la trama di un film (scontato).

CAVALLO ROSSO: tutti gli esseri umani si comportano in base alla loro esperienza. Se uno conosce dolore, cercherà la sofferenza…se uno conosce l’amore, cercherà la felicità. Se uno non conosce la differenza, vagherà per sempre nel dubbio. (Mamma mia…che aforismi che partorisco stasera).

CAVALLO NERO: pensavo alle Bussole…se non esistesse il Polo Nord, sarebbero solo dei manicomi tascabili per aghi impazziti. Chissà se il Polo Nord lo sa che si sono tanti aghi nel mondo che puntano a raggiungerlo…ma soprattutto, se lo sapesse, farebbe qualcosa per farsi raggiungere? Io credo di no…alla fine il suo fascino sta proprio lì. Quando non sei niente di più di un puntino ghiacciato sperso nel bianco, l’unico modo di farti desiderare è solo quello di sembrare irraggiungibile.

CAVALLO VERDE: niente. Perchè, come dice Lucia, le cose importanti sono sempre tre.

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PAROLE IN PRESTITO #2

20 gennaio 2010 at 18:15 (Pensieri) ()

La lascio qui.
In un posto che in realtà non esiste,
un po’ come noi…
…ma tu mi capirai.

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