Vi voglio bene tutti…

2 gennaio 2011 at 16:09 (Uncategorized)

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads Wow.

Crunchy numbers

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A Boeing 747-400 passenger jet can hold 416 passengers. This blog was viewed about 9,200 times in 2010. That’s about 22 full 747s.

 

In 2010, there were 136 new posts, growing the total archive of this blog to 195 posts. There were 27 pictures uploaded, taking up a total of 27mb. That’s about 2 pictures per month.

The busiest day of the year was August 27th with 132 views. The most popular post that day was 10COSECHEHOIMPARATO.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were nicco.megablog.it, patonzina.wordpress.com, facebook.com, liquida.it, and it.wordpress.com.

Some visitors came searching, mostly for donna baffuta, circo, flaxius wordpress, bramiti di sogni infranti, and danza.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

10COSECHEHOIMPARATO August 2010
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2

VENGHINO, SI’ORI VENGHINO November 2009
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3

IO BALLO DA SOLO November 2009
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4

Deuteronomio 5,6-21 October 2010
10 comments

5

IO STO CON GLI IPPOPOTAMI January 2010
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FRENGOVALETEST #2 (gentile concessione da gentile concessione di una gentile concessione)

2 gennaio 2011 at 14:17 (Uncategorized)

GAG MIGLIORE: indubbiamente, tentare di recuperare l’antico vaso.

SERATA MIGLIORE: direi il 31 luglio…un delirante sabato sera al Mama in compagnia di Matte, Pape e, per la prima volta sui nostri schermi, Lalli. Un travestito chiamato Cesira (La) ci ha allietato umiliando gli sprovveduti avventori del suo desco e noi abbiamo capito quanto possa essere difficile imparare un balletto dopo tante, troppe vodke imperiali.

CONCERTO MIGLIORE: ne ho visto tanti…ci sono stati i Black Eyed Peas con il mio Amore Gi, i LitfiDa…ma credo che sceglierò quello di Malika, al quale sono andato da solo. Perchè, in fondo, da solo non ero…

DJ SET MIGLIORE: direi su una spiaggia di Formentera, in un chiringuito (N.d.T. “baracchino sulla spiaggia”) dove un dj metteva la musica giusta per aspettare il tramonto. Mojito alla mano, il mio Tato e la Pu vicini e, per finire, bagno nudi nel mare più bello d’europa con il sole che si immerge con te. Bello.

ALBUM MIGLIORE: “Grovigli” - Malika Ayane

LIBRO MIGLIORE: …non saprei. Ho letto tutta la bibliografia di Stefano Benni e non saprei davvero scegliere. Forse, fra tutti, “Elianto” perchè mi ha portato un po’ di sole proprio quando ne avevo più bisogno.

GIORNATA PIU’ BRUTTA: 27 giugno

GIORNATA PIU’ BELLA: 27 giugno

BRESCA [trad. Sbronza] MIGLIORE: mercoledì 17 novembre 2010…nonostante i numerosi tentativi di arrivare all’oblio, certe serate non si scordano. Con la casa al completo, e in assetto di guerra, abbiamo affrontato la lunga strada da via Gioberti a Piazza della Repubblica con obbligo morale di bevuta in ogni locale incontrato. Risultato: video imbarazzanti, testate nel muro, schiaffi e il tentato omicidio di Lucia. Siamo una grande squadra.

SODDISFAZIONE PIU’ GRANDE: forse rendersi conto che, alla fine, avevo ragione.

DELUSIONE PIU’ GRANDE: più di quelle che ho ricevuto, mi bruciano più quelle che ho dato a Pape e al mio Amore Gi.

MIGLIOR INCONTRO/CONOSCENZA: Matte e Lalli…anche se il mio orsetto gommoso lo conosco da più tempo, credo che ci siamo incontrati per la prima volta quest’estate. E che dire di Lalli…forse solo che entrambi sono la conferma che i componenti della stessa famiglia non crescono necessariamente sotto lo stesso tetto; il Cinghiale, che è l’unico capace di saper dare al mio Amore Grande tutto il pisello l’amore che si merita; Chiara, che ha trasformato la Casa M.E.L.A. in una Casa C.L.A.M….e adesso non resta che aspettare le perle.

DECISIONE MIGLIORE: tagliarmi i belli.

ACQUISTO MIGLIORE: l’Aipad, il gioco dell’anno.

PROPOSITI 2011: incasinare meno le cose :)

UN FILM CHE DESCRIVA IL 2010: non è di quest’anno, ma forse eleggerei a manifesto “Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi”

3 CANZONI CHE HANNO SEGNATO IL 2010: Ci sono molti modi“ - Afterhours, per i momenti “così”; “Redefinition” – Infernal, già O.S.T. di quest’estate; “Ricomincio da qui” – Malika…e poi ne ho altre tre, ma quelle sono solo mie.

COS’ HAI IMPARATO QUEST’ANNO? Credo di saper distinguere meglio gli amici dai figuranti.

LA GAG DEL TERRORE PEGGIORE: direi un bungee jumping finito nel terrore. Ma anche il viaggio di andata a Las Vegas non è stato male.

IPSE DIXIT: “…io non farei MAI certe cose…”

COS’ HAI PERSO: un po’ di colori, ma me li sono ripresi tutti.

COSA HAI TROVATO: i miei limiti. Ma anche la mia forza.

LA GREZZA [trad. Gran Figura di Merda] PIU’ TERRIBILE: come scordarsi di essere stato quasi arrestato in una metropolitana di Manhattan…

SMS CHE AVRESTI VOLUTO MANDARE: continuo a non avere rimpianti…

FRASE DELL’ANNO SU MSN/FACEBOOK: n.p.

FOTO DELL’ANNO: direttamente dalla Black Fetish Night, con tutta la mia perversione…

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Protetto: NEVE

9 dicembre 2010 at 00:58 (Uncategorized)

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8 dicembre 2010 at 05:54 (Uncategorized)

…’cause I’ve got you under my skin,
and I like you under my skin.

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Requiescat In Pace

6 dicembre 2010 at 01:00 (Uncategorized)

Generalmente si usa dire “mi sono scavato la fossa da solo”.
Oggi mi è successa una cosa strana…mi sono costruito la bara da solo. E’ non è una metafora. No. Era proprio una bara.
OK…per esigenze scenografiche. Ma sempre una bara resta.
E si fanno pensieri strani quando ti sdrai dentro una bara…anche se è per finta.
Comunque ho pensato che andarsene nudi, è un gran modo per andarsene.
Così…esattamente come siamo arrivati.
Ricordatevela questa cosa, ok?

E comunque, da morto, voglio essere caramellato.

Ma non voglio essere funereo stasera. Lo sono fin troppo spesso…non credeteci, però. E’ tutta una montatura per sembrare bello e dannato.
In realtà sono troppo innamorato della Vita per essere triste e sconsolato. Anche se mi tradisce con almeno sei miliardi di persone…
Ma del resto…c’est la vie.
E’ vero, ogni tanto mi sento un po’ giù, e allora scrivo, come stasera. Però, in fondo, ho un cuore che ride.
Soprattutto di se stesso…

Oggi mi è tornata in mente una cosa. Una sensazione, più che un pensiero. Un ricordo che ha dato un senso ad un sentimento che mi aleggia sul cuore negli ultimi giorni.
Jack Shepard (se non sapete chi è, buon per voi) ha un tatuaggio sul braccio che significa  ”He walks among us, but is not one of us”…letteralmente, cammina con noi, ma non è uno di noi.
Ed è strano come una frase ad effetto di una serie tv -per quanto geniale- a volte ti torni in mente e ti definisca a tradimento. Ad anni di distanza, per giunta.
Oddio, non mi sono mai sentito così vittima del sistema come adesso…che amarezza.

Però a volte succede di sentirsi in questo modo. Di essere niente più che un numero, forse, all’interno di un’equazione…ma allo stesso tempo di non appartenere alla formula. E in questi giorni mi sento di essere solo un numero…ma se posso scegliere, vorrei essere il Φ = 1.61803399…ecc. ecc. Perchè la Sezione Aurea fa sempre la sua porca figura…senza contare il fatto che io potrei essere solo un numero irrazionale. Ma questo è un altro discorso.

Penso a queste persone che camminano fra noi ma non sono dei nostri. Io, finora, ne ho incontrata solo una come me. Forse due. Sicuramente tre. Ed il bello, quando incontri persone così, è che ti puoi fare un cenno di intesa che non coglie nessun altro, come fra i confratelli di una società segreta, e sapere che vi intendete senza le parole. Perchè le persone così, in genere, non vengono capite fino in fondo da tutto il resto del branco. Hanno bisogno dei loro simili randagi, per capire che non sono sole. Anche se nascono per essere sole. Perchè un’altra particolarità è questa…nella vita ne puoi incontrare tante di persone così, ma ogni volta devi ricordarti che è solo per un momento, e che a breve la sua strada prenderà una direzione diversa dalla tua. Ma, intanto, le hai incontrate…e magari ti hanno fatto capire che anche te sei come loro.
Ma credo che tutti noi, prima o poi, ci sentiremo come stranieri in terra straniera. Almeno una volta.

Da grande voglio fare il randagio.
O magari lasciarmi addomesticare un po’.
Non lo so…
Ma mi piace idea di un Lupo col guinzaglio lungo…si può fare?

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LET IT SNOW

2 dicembre 2010 at 22:14 (Uncategorized)

La neve segue il mouse.

Me ne sono accorto adesso.

Così, ve lo volevo dire.

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“MANNEQUIN”

1 dicembre 2010 at 02:02 (Uncategorized)

Mi sono imbattuto in questa parola circa due anni fa. Fu durante la mia breve esperienza di francese, passata poi alla storia come l’ennesima iniziativa che ho lasciato incompiuta. Però è bello potersi ricordare della prima volta che hai masticato una parola, che hai imparato a pronunciarla e l’hai aggiunta al tuo vocabolario. Io non mi ricordo della prima volta che ho detto “mamma” o “casa” o “signor agente, le assicuro che ho bevuto solo un bicchiere di vino” …però questa mi è rimasta impressa. Ricordo che mi fece sorridere il fatto che il termine francese per indicare un’ indossatrice - di particolare bellezza o eleganza nel portamento – la rendesse così simile ad un nostro manichino. Cioè…le modelle, alla fine, sono solo dei manichini ambulanti. A volte una parola è capace di inchiodarti come nessun peccato potrà mai fare…
E tutto questo nella patria dell’ haute couture.
Se non lo possono dire loro…

Forse è per questo che non ho imparato una gran mazza – excusez moi…une grande massue – di francese. Ero sempre troppo occupato a perdermi in questi pensieri…ricordatevi, mi raccomando, di questa mia peculiarità. In genere il fatto che io annuisca quando parlate con me non vuole dire necessariamente che vi stia ascoltando, OK?
Quindi non prendetevela…ma soprattutto, non rompete i coglioni.

Stasera, mentre tornavo da teatro, mi è tornata in mente. Mi hanno detto di essere stato bravo a fare qualcosa che non mi sono nemmeno reso conto di fare. In pratica, ho interpretato bene la mia parte perchè non mi rendevo conto di recitarla…o, se vogliamo dirla tutta, non sono più capace di distinguere quando sto recitando e quando sono me stesso.
Ahi…

Mi sono sentito come un manichino, una sagoma senza volto e senza emozioni che è indifferente al contesto. Ultimamente mi sono sentito spesso così…mi ci ha fatto pensare il modo con cui mi relaziono alle persone. Quando conosco qualcuno, trovo sempre il modo di andarci d’accordo…qualsiasi sia l’argomento di conversazione, in qualche modo riesco a sostenere il dibattito. E in genere ci passo pure bene.
Prima pensavo che fosse in merito al mio eclettismo…ma col passare del tempo mi sono convinto che non sono altro se non un bel vuoto da riempire con quello che vogliono gli altri. O forse di quello di cui hanno bisogno…
Mi lascio cucire addosso un vestito per ogni ruolo, e saper rispondere a tono serve solo a rifornire i miei sarti di nuova stoffa per arricchire il costume. Mi sembra di essere diventato un uomo di pezza, e niente più.

Forse è per questo che ho iniziato a fare teatro: magari spero di trovarmi dietro la maschera di qualche personaggio. Forse devo indossare tante personalità, prima di trovare la mia. Però ho notato una cosa positiva…nei post di questo blog, che non è altro se una forma di autoaffermazione estremamente narcisista, la parola Io sta diventando sempre più frequente. Qui raccolgo i miei pensieri, le mie canzoni, le mie storie, come fa una formica con le provviste quando va incontro all’inverno.
Piano piano sto diventando il protagonista della mia vita, e questo mi dà un po’ di speranza…ma di lavoro ne devo fare ancora tanto prima di riuscire a sopprimere l’Andrea remissivo. Quello che va sempre d’accordo con tutti, quello che non si incazza mai, quello a cui va sempre bene tutto perchè, in fondo, non gliene frega niente
Alla fine, essere speciale - ovvero fare una specie a sè – è solo un altro modo per salvarci. Da cosa, poi…

Credo che la sfida più grande di tutte sia trovare la forza per trovarsi.
Per saper essere se stessi. Per qualcuno che ci sa vedere, per gli altri che non gliene importa, e per noi.
Ma non necessariamente in quest’ordine

E poi penso a tutte le volte in cui sono stato io a cucire sulla pelle degli altri dei costumi di scena, costringendoli ad interpretare ruoli che non erano i loro. Di questo me ne rammarico molto…credo che il regalo più grande che possiamo fare al prossimo non sia il proprio cuore, ma la libertà. Concedergli di essere se stesso: senza copione, senza trucco, senza sottotesto, senza indulgenze.
Eppure ci ritroviamo sempre nell’illusione di poter controllare la nostra vita cercando di dare una parte, una carica, un incarico, un compito, un ufficio, una mansione, una veste al prossimo. Dio…abbiamo davvero così bisogno di trovare delle comparse per riempire gli spazi vuoti?

Che ognuno sia
solo ciò che può essere,

così che
ognuno possa trovare
qualcun altro disposto ad amarlo,
e in esso
trovare la forza di dire
“Io sono”
…Te


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BAOBAB

30 novembre 2010 at 00:43 (Uncategorized)

Pensavo ai baobab.
Perchè, non ci posso pensare?
E allora…

Per la precisione, pensavo ai baobab di Antoine de Saint-Exupéry. Quelli che rischiano di far esplodere i piccoli pianeti, se non si ha l’accortezza di avere una pecora da guardia.
I baobab, quando escono discretamente dal segreto della terra, sono solo dei ramoscelli inoffensivi e un po’ timidi. Uguali a tutti gli altri.
Ma se non ci fai attenzione, e il pianeta su cui abiti è poco più grande di un asteroide, rischi che te lo facciano scoppiare. E te ti trovi senza casa, perso fra le stelle.

Ho pensato che a volte anche i sentimenti sono così.
Ti nascono nel cuore, da dei semi che non pensavi di portarti dentro. E poi, piano piano, crescono… con tutta l’implacabile dolcezza di una pianta che cerca il sole.
Ma se non te ne curi per tempo, loro diventano grandi a tua insaputa, mentre sei distratto dalla mediocrità. E alla fine, ti ritrovi con un gigante che ti opprime il petto e ti ruba l’ossigeno.
Il vero problema, però, è se hai un cuore piccolo. Arido, e con poche risorse.
Perchè va a finire che le radici te lo passano da parte a parte, consumando e frantumando tutto quello che trovano lungo la strada.
In ogni cuore c’è un seme di baobab che aspetta di germogliare. E più il cuore è grande, più sarà grande il baobab…è questa la fregatura.

 

 

I baobab sono davvero pericolosi…
Meglio procurarsi una pecora.

 

 

 

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LIETO, FINE

29 novembre 2010 at 01:17 (Uncategorized)

Dopo psicolabili, ex amanti cicciauni e maniaci sessuali, ci voleva una bella favola per concludere la settimana.
Perchè le favole servono ancora, ogni tanto.
Soprattutto se hai ancora il cuore un po’ graffiato dai rovi del mondo reale.

Stanotte, per una volta, vorrei che il freddo non mi piacesse così tanto. O almeno, vorrei non essere così resistente.
Vorrei addormentarmi al calduccio di un abbraccio. Solo per provare ancora l’emozione di dormire e basta, vicino a qualcuno.
E magari  trovarsi nello stesso sogno…

Ma il letto è freddo, grandissimo e vuoto. Come il cuore, del resto.
E allora forse è un bene che io abbia imparato a tenere a freno i brividi…
Anche perchè, ho deciso, non li voglio più sprecare per il freddo.
Di freddo ce n’è fin troppo…
Li voglio conservare per qualcuno, qualcuno che sia capace di farmi tremare dalla paura di poter essere felice.
Ed avere un lieto fine.

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28 novembre 2010 at 19:42 (Uncategorized)

E resti tu innamorata nell’occhio
che stringi a fessura
perché veda l’ombra di me
innamorato ancora…

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