Requiescat In Pace

6 dicembre 2010 at 01:00 (Uncategorized)

Generalmente si usa dire “mi sono scavato la fossa da solo”.
Oggi mi è successa una cosa strana…mi sono costruito la bara da solo. E’ non è una metafora. No. Era proprio una bara.
OK…per esigenze scenografiche. Ma sempre una bara resta.
E si fanno pensieri strani quando ti sdrai dentro una bara…anche se è per finta.
Comunque ho pensato che andarsene nudi, è un gran modo per andarsene.
Così…esattamente come siamo arrivati.
Ricordatevela questa cosa, ok?

E comunque, da morto, voglio essere caramellato.

Ma non voglio essere funereo stasera. Lo sono fin troppo spesso…non credeteci, però. E’ tutta una montatura per sembrare bello e dannato.
In realtà sono troppo innamorato della Vita per essere triste e sconsolato. Anche se mi tradisce con almeno sei miliardi di persone…
Ma del resto…c’est la vie.
E’ vero, ogni tanto mi sento un po’ giù, e allora scrivo, come stasera. Però, in fondo, ho un cuore che ride.
Soprattutto di se stesso…

Oggi mi è tornata in mente una cosa. Una sensazione, più che un pensiero. Un ricordo che ha dato un senso ad un sentimento che mi aleggia sul cuore negli ultimi giorni.
Jack Shepard (se non sapete chi è, buon per voi) ha un tatuaggio sul braccio che significa  ”He walks among us, but is not one of us”…letteralmente, cammina con noi, ma non è uno di noi.
Ed è strano come una frase ad effetto di una serie tv -per quanto geniale- a volte ti torni in mente e ti definisca a tradimento. Ad anni di distanza, per giunta.
Oddio, non mi sono mai sentito così vittima del sistema come adesso…che amarezza.

Però a volte succede di sentirsi in questo modo. Di essere niente più che un numero, forse, all’interno di un’equazione…ma allo stesso tempo di non appartenere alla formula. E in questi giorni mi sento di essere solo un numero…ma se posso scegliere, vorrei essere il Φ = 1.61803399…ecc. ecc. Perchè la Sezione Aurea fa sempre la sua porca figura…senza contare il fatto che io potrei essere solo un numero irrazionale. Ma questo è un altro discorso.

Penso a queste persone che camminano fra noi ma non sono dei nostri. Io, finora, ne ho incontrata solo una come me. Forse due. Sicuramente tre. Ed il bello, quando incontri persone così, è che ti puoi fare un cenno di intesa che non coglie nessun altro, come fra i confratelli di una società segreta, e sapere che vi intendete senza le parole. Perchè le persone così, in genere, non vengono capite fino in fondo da tutto il resto del branco. Hanno bisogno dei loro simili randagi, per capire che non sono sole. Anche se nascono per essere sole. Perchè un’altra particolarità è questa…nella vita ne puoi incontrare tante di persone così, ma ogni volta devi ricordarti che è solo per un momento, e che a breve la sua strada prenderà una direzione diversa dalla tua. Ma, intanto, le hai incontrate…e magari ti hanno fatto capire che anche te sei come loro.
Ma credo che tutti noi, prima o poi, ci sentiremo come stranieri in terra straniera. Almeno una volta.

Da grande voglio fare il randagio.
O magari lasciarmi addomesticare un po’.
Non lo so…
Ma mi piace idea di un Lupo col guinzaglio lungo…si può fare?

1 commento

  1. sasi ha detto,

    queste parole mi emozionano..

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